 |
27 aprile
Ore tredici il generale Almond, comandante
in capo della V° armata americana rende per primo visita al Cln,
nell'Hotel Bristol. Almond ringraziò i patrioti per l'aiuto
profuso, e manifestò la sua ammirazione per il modo in cui erano state
condotte le cose e governata la città. I genovesi ritornano nelle
vie della città liberata .
|
(Da G. Gimelli, Cronache Militari della
Resistenza in Liguria, pag. 946):
Anche se in queste cronache le vicende militari
dei giorni della liberazione di Genova possono apparire piuttosto intrecciate
a causa del tentativo fatto di verificarle contemporaneamente in tutti i
Settori di città e di montagna, dobbiamo prendere atto che il quadro
generale che ne risulta corrisponde alla definizione di "insurrezione modello"
coniata da Roberto Battaglia per indicare gli avvenimenti genovesi dei giorni
23,24 e 25 aprile 1945. Lo abbiamo visto nell'applicazione dei piani operativi,
tutti eseguitinelle direttrici previste, salvo alcuni tempi di attuazione
peraltro non prevedibili.
Ne abbiamo avuto conferma nel vero e proprio salto di qualità compiuto
sul piano militare, in breve tempo, dagli effettivi e dai quadri delle formazioni
di montagna chiamate a marciare contro i presidi e a fermare le colonne di
ripiegamento.
Le formazioni cittadine ci hanno rivelato, infine, la notevole capacità
di trasformarsi rapidamente in reparti organizzati ed efficienti impiegando
i numerosi volontari "insurrezionali", altra grande novità nel quadro
militare di quelle giornate.
L'unità politica emilitare appare comunque come premessa e base di
questo successo, sostenendo il CLN Liguria nella responsabile decisione di
dare tempestivamente il segnale dell'insurrezione e di seguire la spinta
popolare senza attendere l'arrivo delle unità di montagna.
In tal modo si rende possibile, con alcune modifiche essenziali al piano
A, respingere il ricatto del comando germanico e impedire le distruzioni,
fermando, nello stesso tempo, la maggior parte delle truppe nemiche prima
che lascini la città.
Unità, tempestività e una buona preparazione hanno reso possibile
questa operazione di importante livello strategico, nella quale si è
saputo imprimere alla grande sollevazione popolare le giuste spinte per liberare
Genova in una situazione militare ancora tecnicamente favorevole al
nemico......Con gli ultimi combattimenti dei partigiani e delle forze
insurrezionali per liberare Spezia, Genova, Savona e Imperia finiscono le
cronache militari della resistenza nella regione Liguria: 20 000 partigiani
combattenti, 2 776 partigiani mutilati e invalidi, 2 500 caduti.
TESTO DELLA RESA
In Genova il giorno 25 aprile 1945
alle ore 19:30;
tra il sig. Generale Meinhold,quale Comandante delle Forze Armate Germaniche
del settore Meinhold, assistito dal Cap. Asmus, Capo di Stato Maggiore, da
una parte;
il Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria, sig.
Remo Scappini, assistito dall'avv. Errico Martino e dott. Giovanni Savoretti,
membri del Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria e dal Magg. Mauro
Aloni, Comandante della Piazza di Genova, dall'altra;
è stato convenuto:
1) Tutte le Forze Armate Germaniche di terra e di mare alle dipendenze del
sig. Generale Meinhold si arrendono alle Forze Armate del Corpo Volontari
della Libertà alle dipendenze del Comando Militare per la Liguria;
2) la resa avviene mediante presentazione ai reparti partigiani più
vicini con le consuete modalità e in primo luogo con la consegna delle
armi;
3) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si impegna ad usare
ai prigionieri il trattamento secondo le leggi internazionali, con particolare
riguardo alla loro proprietà personale e alle condizioni di internamento;
4) il Comitato di Liberazione Nazionale per la Liguria si riserva di consegnare
i prigionieri al Comando Alleato anglo-Americano operante in Italia.
Fatto in quattro esemplari di cui due in italiano e due in tedesco.
Scappini Remo
Meinhold
avv. Errico Martino
Giovanni Savoretti
Asmus
Maggiore Mauro Aloni
|
Il1° agosto 1947 è stata conferita
alla città di Genova la Medaglia d'oro
al Valor militare, con la seguente motivazione:
Amor di Patria, dolore di popolo oppresso, fiero
spirito di ribellione, animarono la sua gente nei venti mesi di dura lotta
il cui martirologio è nuova fulgida gemma all'auro serto di gloria
della "Superba" repubblica marinara.
I 1963 caduti il cui sangue non è sparso
invano, i 2250 deportati il cui martirio brucia ancora nelle carni dei
superstiti, costituiscono il vessillo che alita sulla città martoriata
e che infervorò i partigiani del massiccio suo Appennino e delle impervie
valli, tenute dalla VI Zona operativa, a proseguire nella epica gesta sino
al giorno in cui il suo popolo suonò la Diana della insurrezione generale.
Piegata la tracotanza nemica otteneva la resa
del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e
l'onore. Il valore, il sacrificio e la volontà dei suoi figli ridettero
alla madre sanguinante la concussa libertà e dalle sue fumanti rovine
è sorta la nuova vita santificata dall'eroismo e dall'olocausto dei
suoi martiri".
9 settembre 1943 - Aprile 1945 |
BIBLIOGRAFIA
G. Gimelli, Cronache Militari della Resistenza
in Liguria, Genova 1985, 3vv.
M. Calegari, Genova, aprile 1945: l'appuntamento,
in Annali della Fondazione Luigi Micheletti, 8, 2001
P.E. Taviani, Breve storia dell'Insurrezione
di Genova, VI ed. Roma, 1965
P.E. Taviani, Pittaluga racconta,
M. Cassiani Ingoni, La Resa di Genova, in Il
Movimento di Liberazione in Italia, n. 82, genn-marzo 1966
Comando Militare Regionale Ligure, Relazione
Riassuntiva circa gli avvenimenti che hanno condotto alla liberazione della
città di Genova, 1945. |