Istituto Storico della Resistenza in Toscana Istituto Ligure per la Storia della Resistenza
e dell’Età Contemporanea
Genova Palazzo Ducale  Fondazione per la cultura

  
Comunità Ebraica di Genova
 

 

IL SANGUE DEGLI EINSTEIN
STORIA DI UN CRIMINE NAZISTA


7 FEBBRAIO 2011

PALAZZO DUCALE

PIAZZA MATTEOTTI
GENOVA

 

Palazzo Ducale ore 9.30
 

introduce e presiede

Raimondo Ricci
Presidente Ilsrec

 

proiezione del film

Il cielo cade (2000)
di Andrea e Antonio Frazzi

dialogo con il pubblico di

Lorenza Mazzetti
nipote di Robert Einstein
 sopravvissuta alla strage e autrice del romanzo autobiografico Il cielo cade cui è ispirato l’omonimo film

 

Palazzo Ducale ore 17.00

presiede

Enrico Beltrametti
già Magnifico Rettore dell’Università di Genova
 

interventi

Carlo Maria Becchi
Fisico teorico dell’Università di Genova

Ivano Tognarini
Presidente dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana

Marco De Paolis
Procuratore militare della Procura di Roma

Luca Borzani
Presidente della Fondazione per la cultura Palazzo Ducale
intervisterà Lorenza Mazzetti

Virginia Monteverde
Artista genovese
illustrerà alcune opere pittoriche realizzate da Lorenza Mazzetti sulla tragica vicenda
 

parteciperanno all’incontro

Christian Much
Console generale di Germania a Napoli

Jürgen Bubendey
Console generale di Germania a Milano

Maurizio Ortona
Presidente della Comunità ebraica di Genova

 


Alla fine degli anni Trenta la famiglia di Robert Einstein, cugino del grande scienziato Albert, andò a risiedere nella villa del Focardo, situata nel comune di Rignano sull’Arno in provincia di Firenze. Con l’avvicinarsi, nel 1944, del fronte bellico, per motivi di sicurezza Robert Einstein decise di lasciare la villa: in quanto ebreo e cugino di Albert, fiero oppositore del regime hitleriano, Robert era un possibile bersaglio della ferocia nazista. Pensando di non correre pericoli, rimasero invece alla villa del Focardo sia la moglie Cesarina Mazzetti, figlia di un pastore protestante, che le figlie Luce e Annamaria. Il 3 agosto 1944 un reparto di militari probabilmente appartenenti al corpo delle SS fece irruzione nella villa del Focardo, uccidendo la moglie e le figlie di Robert Einstein e dando fuoco alla dimora. Benché dello stesso nucleo familiare ma dal diverso cognome, furono risparmiate le nipoti e cugine, scelta che denota la deliberata volontà di colpire l’esimio scienziato, da tempo rifugiatosi in America, eliminando i suoi più stretti parenti presenti sul territorio italiano. Sconvolto dal dolore Robert Einstein si suicidò il 13 luglio 1945. Una tragica vicenda sconosciuta al grande pubblico che si inserisce in quella “guerra ai civili” su cui la storiografia ha iniziato a far luce in questi ultimi anni.  
 

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