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Saluto di Giacomo Ronzitti,
(presidente del Consiglio regionale della
Liguria)
Saluto degli Enti promotori
Gli eccidi di Cefalonia e Corfù
Giorgio Rochat
(Università di Torino)
Cefalonia dal punto di vista tedesco
Gerhard Schreiber
(collaboratore scientifico dell’ufficio
storico dell’esercito tedesco di Friburgo)
Testimonianze
Amos Pampaloni
(comandante della Divisione Acqui,
medaglia d’argento al v. m.)
Antonio Sanseverino
(presidente
dell’Associazione nazionale Divisione Acqui)
Graziella Bettini
(vice-presidente dell’Associazione nazionale
Divisione Acqui)
Luigi Zendri
(medaglia d’argento al v. m.)
Marcello Venturi
(autore di "Bandiera bianca a Cefalonia")
Graziella Bettini
(vice-presidente dell’Associazione
nazionale Divisione Acqui)
Dibattito
Vladimiro Settimelli e
Franco Manziti
(direttore di "Patria
indipendente”)
(capo redattore di "Repubblica")
dialogano con
Giorgio Rochat, Gerhard Schreiber
e i testimoni della vicenda di Cefalonia
Conclusioni
Enrico Mocellin
(generale di brigata, Comando militare
Regione Liguria)
Raimondo Ricci
Presidente Ilsrec
All’indomani dell’8 settembre
1943 sull’isola greca di Cefalonia e su quella di Corfù, situate nel mar
Ionio, si consumò la più efferata strage di militari italiani della
seconda guerra mondiale.
In seguito ad una fiera resistenza armata che impegnò per più giorni le
forze armate tedesche, oltre 5mila furono, tra ufficiali e soldati
semplici, gli uomini della Divisione Acqui al comando del generale Gandin
che, per esplicito ordine di Hitler, vennero barbaramente fucilati dopo
essersi arresi in spregio ad ogni convenzione internazionale di guerra sul
trattamento dei prigionieri.
Il bilancio finale delle vittime (circa 10mila) fu ulteriormente aggravato
dal naufragio di alcune navi tedesche che stavano trasportando i
prigionieri italiani.
Un eroico sacrificio, quello della Divisione Acqui, che per un lungo
periodo è andato soggetto a un colpevole oblio, sia da parte delle
istituzioni che della storiografia, e che solo in anni recenti è
progressivamente riemerso alla coscienza collettiva.
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