STORIA DELL'ISTITUTO

Nella primavera del 1947 Giorgio Vaccarino, esponente di spicco della Resistenza piemontese, venne a Genova per incontrarvi Luciano Bolis che, dopo un anno di assenza successiva alla fine della guerra, era tornato nella nostra città per assumervi, con il pieno appoggio di Mario Cassiani Ingoni, la funzione di Segretario regionale del Partito d'Azione ed era contemporaneamente divenuto depositario, per unanime designazione, degli atti e documenti del CLN regionale. Scopo dell'incontro era quello di comunicare a Bolis, compagno di idee e di partito, la decisione presa a Torino dallo stesso Vaccarino e da altri compagni della Resistenza appartenenti a tutti i partiti del CLN, fra i quali Franco Antonicelli, Sergio Cotta e Matteo Sandretti, di creare un Istituto storico della Resistenza con il fine immediato di raccogliere e ordinare la documentazione ancora esistente relativa al periodo della lotta di Liberazione sottraendola al rischio incombente di una sua dispersione. L'idea entusiasmò Bolis per il suo significato non solo storico ma anche civile e umano e gli apparve immediatamente condivisibile, aprendosi la prospettiva di una sistemazione di quegli atti e documenti del CLN di cui a quel momento egli era depositario e custode.

Luciano Bolis

Bolis ai primi di settembre del 1947 indirizzò ai sei partiti del CLN regionale (azionista, liberale, socialista, comunista, democratico cristiano, repubblicano) l'invito a partecipare con propri rappresentanti a una riunione nella quale prendere una decisione analoga a quella piemontese. La riunione ebbe luogo l'8 ottobre 1947 e in essa fu approvata all'unanimità la proposta della costituzione di quello che venne denominato "Istituto storico della Resistenza in Liguria". In una successiva adunanza del 19 novembre fu deciso di prendere accordi con l'Archivio di Stato per il deposito presso di esso degli atti e documenti del CLN regionale e nello stesso tempo lo stesso Luciano Bolis venne nominato direttore dell'Istituto.

Tra il dicembre del 1947 e i primi mesi del 1948 le decisioni assunte divennero operative: la sede dell'Istituto fu stabilita presso la casa Mazzini di via Lomellini 11, anche se la sua direzione effettiva operò di fatto in un appartamento di via Roma, ove la sede del CLN si era trasferita dopo la dismissione dell'hotel Bristol, già sede del comando tedesco, nella quale all'atto della liberazione il CLN si era insediato. Il 1° maggio del 1948 Ferruccio Parri annunciò solennemente, nel corso di una manifestazione tenuta con grande concorso di folla al teatro Carlo Felice, la creazione del nuovo Istituto, il secondo costituito in Italia dopo quello piemontese, illustrandone le finalità. Nello stesso periodo, a seguito di cordiali intese intercorse con il direttore generale degli Archivi di Stato, gli atti del CLN vennero depositati, previo consenso dell'ufficio stralcio del CLN circa il loro affidamento al neocostituito Istituto, all'Archivio di Genova.

Sotto l'impulso di Parri in quello stesso periodo vennero avviate le iniziative e i contatti necessari per la creazione di un Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia.Il 9 giugno 1950 per atto notaio Montaldo venne formalmente costituito l'"Istituto Storico della Resistenza in Liguria", atto nel quale compaiono come promotori Luciano Bolis, Mario Cassiani Ingoni, Lazzaro Maria De Bernardis, Annibale Ghibellini, Giambattista Lazagna, Bruno Minoletti, Antonio Olivieri, Felice Perroni, Ettore Siegrist, Azzo Toni, Vittorio Acquarone, Michele Codignola, Augusto Solari. Un'eloquente immagine dell'unità politica della Resistenza.

Ferruccio Parri

Nei primi anni della sua esistenza l'Istituto ligure si trovò ad operare in una realtà contraddistinta dalle tensioni e dai contrasti politici e sociali del periodo più acuto della guerra fredda che aveva creato contrasti e polemiche anche tra le stesse forze che avevano unitariamente partecipato alla Resistenza. Il suo ruolo, teso a valorizzare al di fuori di ogni presa di posizione politica il patrimonio ideale e culturale della lotta antifascista, gli consentì di svolgere, in nome di quei valori, un'opera di raccordo e d'intesa tra tutte le forze resistenziali, ad esempio nelle celebrazioni unitarie di cui fu promotore. Ciò gli ha permesso, anche per la qualità di personale prestigio dei suoi primi presidenti, di acquisire stima e considerazione da parte degli enti locali, qualunque ne fosse la direzione politica. Dal punto di vista delle risorse va ricordatoche l'Istituto in quel primo periodo era ancora lontano dalla pienezza delle funzioni di un vero istituto storico, essendo privo cioè di quei mezzi, fonti e competenze professionali indispensabili per ottemperare alla propria ragion d'essere istituzionale e contribuire alla ricostruzione storiografica delle vicende di un periodo cruciale della storia contemporanea. Luciano Bolis lasciò Genova e la direzione dell'Istituto nel 1953 per incarichi relativi al suo impegno federalista europeo. Negli anni successivi affluirono all'Istituto documenti e testimonianze del periodo della lotta di Liberazione, vicende su cui furono redatti molteplici volumi e saggi. In quest'opera di acquisizione all'archivio di importanti documenti, si distinse Giorgio Gimelli, giovanissimo protagonista della lotta partigiana, cui dobbiamo la compilazione di un'imponente storia della Resistenza ligure che, con senso realistico, l'autore volle chiamare "Cronache militari della Resistenza in Liguria". Quanto alle sedi di cui l'Istituto poté fruire, ad esse costantemente provvide, dopo quella già citata della casa Mazzini di via Lomellini, il Comune di Genova, con il quale l'Istituto instaurò uno stretto rapporto di collaborazione durato fino ad oggi e rinsaldatosi con tutti i sindaci succedutisi nel tempo da Adamoli e Pertusio in poi. Assegnati nel 1948 due locali situati nell'atrio di Palazzo Tursi, l'Istituto potè successivamente disporre di una sede al terzo piano del palazzo delle Torrette in via Garibaldi 14 e infine di quella recentemente inaugurata.

Bruno Minoletti

Il primo Presidente dell'Istituto ligure, dal dicembre 1949, è stato Bruno Minoletti, membro liberale del CLN regionale e presidente della Camera di commercio, cui gli successe all'inizio del 1952, a seguito delle sue dimissioni per ragioni di lavoro, Mario Cassiani Ingoni, già rappresentante del Partito d'Azione nel CLN regionale. Dal novembre 1975 fu Lazzaro Maria De Bernardis a presiedere l'Istituto fino al 1992, anno in cui, assunta per ragioni di salute la presidenza onoraria, l'estensore di questa rievocazione divenne presidente.

Scomparso l'11 gennaio 1996, Lazzaro Maria De Bernardis ha lasciato un forte rimpianto per le sue doti di umanità, di studioso e docente cattolico e di equilibrato ma deciso esponente politico. Attualmente il presidente è l'avvocato Raimondo Ricci, ex partigiano, deportato a Mauthausen, senatore.