La Squazza

Il 15 febbraio 1945, alle 8 del mattino, furono fucilati 10 partigiani della Brigata Coduri in località La Squazza, sulla strada per Borzonasca, un tragitto lungo il quale si verificarono molti scontri durante la Resistenza.
I nazifascisti esecutori della rappresaglia per l'uccisione di uno di loro, non permisero agli abitanti del luogo e ai parenti, arrivati sul luogo dell'esecuzione, di toccare nulla, ed i corpi rimasero sulla strada per quattro giorni. Solo allora permisero di dar loro una rapida sepoltura e un insegnante sfollato nella zona, mise nelle bare delle bottigliette con dentro fogli con i nomi dei caduti.
I prigionieri erano stati prelevati dalle carceri di Chiavari, dove erano stati picchiati e torturati, in particolare Vittorio Annuti, che era capo distaccamento.


Giovanni de Ambrosi


Domenico Morio

Questa tragedia suscitò grande commozione tra la popolazione, anche per la giovane età delle vittime ("Spalla" aveva 16 anni), e rappresentò un altro duro colpo per la Coduri, alla fine dell'inverno più difficile dall'inizio della guerra.
Circa un mese prima, il 17 gennaio, il comando della Brigata (Virgola, Naccari, Bocci, Leone) aveva ricevuto la visita di Bisagno e Marzo, capi della Divisione Cichero. La riunione, a Comuneglia, aveva affrontato vari problemi. A fine dicembre, in uno scontro erano stati uccisi otto partigiani della Coduri, in seguito era stato preso e fucilato il loro cappellano, don Bobbio; erano in corso pesanti rastrellamenti, ed erano arrivati ai tedeschi in rinforzo i "Mongoli" della divisione Turkestan.
La popolazione era terrorizzata, subiva incendi e violenze e ai partigiani mancava ogni tipo di approvvigionamento. L'inverno era particolarmente rigido.
Inoltre i nazifascisti cercavano di liquidare la resistenza di questa zona, dove i partigiani erano forti con una manovra a tenaglia.
Poiché Bisagno giudicava che ci fosse un'eccessiva e pericolosa concentrazione di forze, in questo stato di emergenza, venne deciso di snellire temporaneamente la formazione, invitando coloro che potevano usufruire di un rifugio sicuro a scendere dalle montagne, in attesa di ricongiungersi per le azioni future (in novembre la Coduri aveva circa 600 effettivi, divisi in 15 reparti). Così, circa 200 uomini si dispersero, mentre gli altri, divisi in 3 gruppi, seguirono i capi sulle montagne.

Per guidarli e assisterli in questo spostamento, rimasero per tre giorni Bisagno e Marzo, compiendo un percorso faticosissimo, nella neve e sul ghiaccio, tanto che, sulla via del ritorno, Bisagno cadde in un burrone ferendosi a una gamba e dovette fermarsi in zona per vari giorni, con grande pericolo.
Il 20 gennaio il comando della Coduri si ritirò sul monte Gottero. La situazione era sempre molto difficile, ci furono morti, feriti, e alcuni casi di congelamento, ma paradossalmente si ebbero meno perdite tra i rifugiati sulle montagne, che tra quelli che si erano recati nei rifugi "sicuri" in fondovalle. Infatti rastrellamenti, lavoro delle spie, arresti e scontri fecero soccombere circa 40 persone sulle 200 andate in licenza.

Il 6 febbraio venne ucciso Omero Ciai (Maitardi) rifugiatosi a Sestri Levante, in un'azione presso un ponte sul Gromolo. Un gruppo di otto partigiani nascosti in grotte o cascine fu catturato dai tedeschi e sette uccisi sul posto; un altro gruppo, sempre di otto giovani, fu invece portato in prigione a Chiavari, dove vigeva il regime del terrore di Vito Spiotta, con l'intento di far loro rivelare altri nascondigli.
Nella cella dei condannati a morte, la n. 29, furono stipati , in piedi, 54 partigiani, e tra questi vennero scelti i dieci fucilati alla Squazza il 15 febbraio.

Dopo la liberazione fu finalmente possibile recarsi alla Squazza, dove si procedette al riconoscimento dei corpi dei martiri che vennero portati via per la sepoltura nei luoghi d'origine.

Chi erano i fucilati

Fortunato Acquario (Ercole) di Carasco 25/9/1924
Vittorio Annuti (Califfo) di Castiglione Chiavarese 1/5/1921
Otello Beorchia (Venti) di Arta (Udine) 22/11/1914
Armando Berretti (Quattordici) di Sant'Anna di Stazzema (Lucca) 21/4/1906
Augusto Betti (Titti) di Ponte dell'Olio 23/10/1924
Renato Colombo (Pesce) di Vedano al Lambro 27/2/1925
Giovanni De Ambrosis (Cian) di Sestri Levante 6/3/1925
Erminio Labbrati (Spalla) di Genova 3/12/1928
Domenico Mori (Lanzi) di Sestri Levante 23/8/1923
Ubaldo Noceti (Kobah) di Lavagna 4/12/1922