| Durante la seconda guerra mondiale venne
perpetrato, ad opera dei nazisti una violenta persecuzione nei confronti
degli zingari. La persecuzione divvene ben presto deportazione e sistematico
sterminio.
Accanto agli ebrei, gli zingari vennero
perseguitati perché appartenenti ad un gruppo ritenuto "inferiore"
e per il quale il Terzo Reich prospettò "la soluzione finale". Quello
nazista fu il periodo più tragico per un popolo che dalla sua comparsa
in Europa (probabilmente attorno al XV secolo) conobbe sempre l'esclusione,
gli editti di allontanamento e la persecuzione. Al processo di Norimberga
contro i criminali nazisti, l'olocausto zingaro venne praticamente dimenticato
e ancora oggi sono rari i lavori e le manifestazioni che lo ricordano.
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Un secolo
tragico |
| L' inizio del ventesimo secolo fu un periodo
tragico per gli Zingari. Se per alcuni aspetti rappresentò un periodo
di progresso, per altri fu il teatro di tragedie immani.
La prima metà del Novecento, che vide
due guerre mondiali e molti conflitti fra gli stati europei, fu caratterizzata
da periodi di gravi crisi nella società, alimentate spesso da ideologie
di tipo nazionalistico.
Gli zingari, da sempre ai margini, divennero
ben presto vittime, assieme alle molte altre minoranze, delle nuove idee
che s'imponevano ai cittadini europei. La terribile persecuzione razziale
subita durante la seconda guerra mondiale fu la conseguenza del giudizio
che la società europea aveva maturato sul loro conto nel corso dei
secoli. Fu, quello zingaro, 'olocausto di un popolo, mai nazionalista, mai
rivendicatore di territori e risorse, mai aggressivo verso altri popoli,
sempre presente nella società europea |
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Verso i campi di
sterminio |
| Dopo diversi studi ad opera del dottor
Ritter e della sua collaboratrice Justin, volti a dimostrare
"l'irrecuperabilità della razza zingara", nel 1938, tutti gli Zingari
vagabondi furono raccolti nei campi "d'abitazione" per facilitare il loro
controllo. Dal 1939 venne istituito "l'Ufficio centrale per la lotta
alla piaga zingara, ad opera dello stesso Himmler .
In seguito fu emesso un mandato di cattura
per tutti gli individui di sangue "misto" che si trovavano nel Reich con
l'obbligo di trasferirli in campi di concentramento (tra i quali quello di
sterminio di Auschwitz). Eichmann sulla "questione zingara" scrisse: "mi
pare che il metodo più semplice sia quello agganciare a ciascuna tradotta
di ebrei qualche vagone di zingari". |
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Lo sterminio
scientifico |
| Un medico delle SS affermò: "Abbiamo
rilevato che la razza zingara non si lascia trasformare. Il nostro compito
può essere solo di prendere in considerazione il problema zingaro
nella sua totalità , e di regolarizzare alla radice la loro presenza
in Germania".
La sterilizzazione , si disse, è "necessaria
per impedire il propagarsi di generazioni asociali e criminali".
Himmler (capo delle S.S.e responsabile del
programma attuato nei campi di concentramento ) diede l' ordine di sterminare
tutti gli zingari, eccetto gli abili al lavoro e alcune coppie di gemelli
di eta' compresa tra 5 e 12 anni, utili per inumane sperimentazioni . |
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Testimonianze dai
lager |
| Ad Auschwitz vi era un campo interamente
composto da Zingari ,moltissimi erano bambini.
Alcuni testimoni raccontano: "Il blocco dei
bambini nei lager degli zingari non era molto diverso da quello degli adulti
.Ma vedere come essi fossero ridotti era una cosa che spezzava il cuore ...La
bocca era smangiata dalle ulcere del noma , i loro corpi erano sciolti dalla
dissenteria ...
La sete e la fame erano i più grandi
tormenti ; essi si scambiavano le ultime razioni di pane per un bicchiere
d'acqua inquinata ...Di notte strisciavano per raggiungere di nascosto le
tinozze con l'acqua per lavare i piatti, e, la ingurgitavano tutta". |
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I numeri dello
sterminio. |
| Sono rare le ricerche sulla soluzione finale
del problema zingaro. I più noti sono i lavori di Donald Kenrich e
Grattan Puxon che vengono riportati qui sotto. Nell'Italia fascista non si
creò una "questione zingara" come nella Germania nazista, tuttavia
dal 1940 gli zingari vennero internati in campi (Agnone, Tossicia, Tremiti)
e da testomonianze si sa che i fascisti collaborarono con i tedeschi nella
deportazione. Da ricordare, per la sua efferatezza, il regime ustascia in
Croazia, dove nel solo campo di Jasenovac vennero sterminati 40000 Rom.
Gli inquirenti incaricati di predisporre gli
atti di accusa del processo di Norimberga, contro i criminali nazisti, non
sono riusciti a valutare con precisione l'entità del massacro: sicuramente
più di 500.000 zingari scomparsero nei vari campi di concentramento
nazisti. Nello stesso processo vennero spese soltanto poche parole per l'
olocausto che segnò profondamente l'intero popolo zingaro.
| Paese |
Popolazione zingara
prima del 1938 |
Popolazione zingara
deceduta nei lager nazisti |
| Austria |
11200 |
6500 |
| Belgio |
600 |
500 |
| Boemia |
13000 |
6500 |
| Croazia |
28500 |
28000 |
| Estonia |
1000 |
1000 |
| Francia |
40000 |
15000 |
| Germania |
20000 |
15000 |
| Olanda |
500 |
500 |
| Ungheria |
100000 |
28000 |
| Lettonia |
5000 |
2500 |
| Lituania |
1000 |
1000 |
| Lussemburgo |
200 |
200 |
| Polonia |
50000 |
35000 |
| Romania |
300000 |
36000 |
| Slovacchia |
80000 |
1000 |
| URSS |
200000 |
30000 |
| Serbia |
60000 |
12000 |
| Italia |
25000 |
1000 |
Dati tratti dal libro "Il destino degli zingari"
di Donald Kenrick - Grattan Puxon Edizioni RIZZOLI .
Tutti questi dati potrebbero risultare enormemente
inferiori alle cifre reali, se si rendesse disponibile altra documentazione
per il momento chiusa in molti archivi europei. |
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Chi racconterà
il dolore ? |
| TRE FRATELLI
Erano tre fratelli / cresciuti insieme / si
abbracciavano, si amavano. / Ma non presentivano / che cosa sarebbe avvenuto
di loro. / Un fratello di notte / hanno portato nel lager. / Sono rimasti
due fratelli / speravano che tornasse. / Ed essi cantano la canzone / della
sua lontananza. / Tre fratelli uno dietro l'altro / fusi in un essere solo
/ divisi per sempre / lontano uno dall'altro.
Rasim Sejdic (poeta zingaro)
SONO RIMASTO IN BILICO
Sono rimasto in bilico / sulla lama di un coltello
/ Sono rimasto gelato come la pietra. / Il mio cuore tremò / son caduto
sul filo del coltello / M'è rimasta la mano destra / e l'occhio sinistro
/ ho versato lacrime / ad Auschwitz dove sono rimasti gli Zingari / La lacrima
è scesa / la mano ha preso la penna / per scrivere parole qualunque.
Rasim Sejdic (poeta zingaro) |
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