Isoverde

L'8 aprile 1944 vennero fucilati a Isoverde dai nazi-fascisti alcuni prigionieri catturati durante il rastrellamento della Benedicta, che si era allargato anche alle zone del versante appenninico genovese.
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Augusto Cavenna originario di Isoverde e i due fratelli Giacomo e Edoardo Gazzo di Pontedecimo, fuggiti in un primo tempo al rastrellamento che aveva colpito la III BRigata Liguria e l'Autonoma Alessandria di Odino, cercarono di allontanarsi dalla zona, tentando di scendere verso il fondo della valle Verde mediante una mulattiera. Un atteggiamento dettato dalla conoscenza dettagliata della zona e dalla fiducia in una positiva riuscita della fuga. Edoardo Gazzo, che si trovava inizialmente con i due, decise invece di continuare da solo. Mentre alcuni partigiani nascosti in diverse zone attendevano l'imbrunire per guadagnare nuovamente la cresta dei monti che conduce verso il Gorzente, i due che scendevano verso Isoverde furono avvistati e appena a tiro i tedeschi spararono senza colpirli. Restarono nascosti nei pressi di un torrente.


Il paese di Isoverde

Augusto Cavenna tormentato della fame aveva il desiderio di raggiungere casa sua per meglio nascondersi in paese, nonostante lo stretto controllo e il coprifuoco rigidissimo. I due non attesero la notte e attorno alle cinque del pomeriggio scesero a fondo valle. Si sentivano sicuri ma vennero nuovamente avvistati e furono catturati a pochi metri da casa. Essendo fuggiti dalla zona della Benedicta Cavenna e Giacomo Gazzo furono arrestati come partigiani.
I tedeschi, riuniti al comando presso la trattoria dello "Gnocco" fucilarono i prigionieri nei pressi del cimitero; morirono con Augusto Cavenna e Giacomo Gazzo anche Edoardo Gazzo, catturato nonostante la fuga in altra direzione, Nicola Leone e Carlo Ponschin. Il cappellano ebbe l'ordine di far gettare tutti i morti in una sola buca e il martedì, finito il rastrellamento, i cinque ebbero ognuno la propria tomba
.

Secondo alcuni autori di autori di testi che hanno trattato il rastrellamento della Benedicta, tra i quali Pansa, Franzone, i fucilati di Isoverde furono sette partigiani che da Cravasco cercavano di raggiungere la costa che sale verso i Piani di Praglia cadendo in una imboscata. Secondo Mario Zino, invece,  che ha raccolto testimonianze a Isoverde tra le quali quella della madre di Cavenna, i fucilati furono cinque.

Chi erano i fucilati

Augusto Cavenna, 18 anni, nella formazione III^ Brigata Liguria dal 10/3/1944
Edordao Gazzo,
49 anni, nella formazione III^ Brigata Liguria dal 1/2/1944
Giacomo Gazzo,
32 anni, nella formazione III^ Brigata Liguria dal 1/2/1944
Ponschin Carlo (Burian)
37 anni, residente a Genova. Meccanico, militare a Chiavari. Entrato nella III Brigata Liguria  nel febbraio 1944, da partigiano svolgeva funzioni di collegamento fra la montagna e la città.
Leone Nicola (Piave)
37 anni, di Trinitapoli (FG). Impiegato, in servizio militare all'8/9/43 come Capitano di Complemento, richiamato presso l'autocentro militare di Savona. Dal gennaio 1944 entrò nella III Brigata Liguria e fu Comandante del II° distaccamento, ai Laghi del Gorzente, formato da circa 100 uomini.

Leone
e Ponschin sono ricordati anche nella lapide di Passo Mezzano. Molto probabilmente i due furono catturati a Passo Mezzano e condotti a Isoverde