Calvari

Il 17 gennaio 1945 a Varese Ligure e a Comuneglia, Bisagno e Marzo tennero delle riunioni con i comandi delle brigate Berto e Coduri. In questa occasione vennero affrontati alcuni problemi e, particolarmente per quanto riguardava la Coduri, fu decisa la strategia da adottare in vista di un imminente rastrellamento che tedeschi e fascisti si apprestavano a fare in forze, per colpire la brigata che si era distinta per le numerose e audaci azioni.

Furono così invitati a prendersi una "licenza" tutti coloro che potevano contare su un rifugio a valle, mentre gli altri, col comando, si ritiravano sui monti in attesa che passasse il pericolo. Nella difficile marcia, in mezzo alla neve e al ghiaccio, furono accompagnati per tre giorni da Bisagno e Marzo che volevano vederli al sicuro. Sulla via del ritorno, Bisagno cadde sul ghiaccio del monte Aiona  procurandosi una profonda ferita ad una gamba, per cui dovette stare fermo per due settimane. Il distaccamento Forca della brigata Berto, nel cui territorio era avvenuto l'incidente, si prese cura di lui, che venne ricoverato in una cascina a Caprile, sopra Lorsica, e provvide a fare frequenti incursioni sulle pendici del Ramaceto per distrarre l'attenzione dalla zona. La notizia che il comandante della Cichero fosse nascosto in quel territorio si stava però diffondendo, e gli alpini della Monterosa si stavano avvicinando. Bisagno partì nella notte dell'11 febbraio per la val Trebbia, e riuscì a passare con successo. All'alba gli alpini arrivarono a Caprile e catturarono il distaccamento rimasto.

Gli otto prigionieri furono portati nelle carceri di Chiavari; il 2 marzo un tribunale militare straordinario condannava loro e un partigiano della Coduri alla fucilazione nella schiena, la sentenza venne eseguita lo stesso giorno a Calvari (Cicagna).

Chi erano i caduti

Rinaldo Simonetti "Cucciolo" 18 anni
Dino Bertetta "Ancora" 21 anni
Dino Berisso "Sergio" 19 anni
Domenico Lacopo "Scala" 298anni
Romeo Nassano "Guido" 20 anni
Sergio Piombelli "Fiore" 18 anni
Quinto Persico "Tigre" 19 anni
Carlo Zemide "Pippo" 19 anni
Cesare Calissano "C'è" 22 anni
Paolo Motta 19 anni, Ispettore militare delle formazioni Giustizia e Libertà
Partigiano con nome di battaglia "Napoli"